FENSIR SINDACATO

Contratto scuola 2022-2024: aumenti minimi e arretrati dimezzati. Favilla (Fensir): “Servono risposte concrete, anche sui buoni pasto”

Mentre il contratto scuola 2022-2024 sembra essere avviato, cresce il malcontento tra il personale scolastico. Le attese di una svolta significativa sul fronte economico sembrano destinate a restare deluse. A lanciare l’allarme è Giuseppe Favilla, Segretario Nazionale della Fensir, che parla senza mezzi termini di “aumenti quasi impercettibili” e di arretrati fortemente ridimensionati.

Secondo Favilla, infatti, gli arretrati attesi saranno quasi dimezzati a causa dell’anticipo contrattuale già erogato nei mesi scorsi e della Indennità di Vacanza Contrattuale (IVC), che nel frattempo ha coperto parzialmente l’assenza del nuovo accordo. Il risultato? Un aumento mensile che, a conti fatti, si aggirerà sui 80-90 euro lordi, cifra che difficilmente potrà restituire dignità salariale a una delle categorie professionali più penalizzate del settore pubblico.

Aumenti ben al di sotto dell’inflazione

Si continua con una logica di piccoli passi, con aumenti dati a gocciole – denuncia Favilla – e calcolati su parametri ben lontani dalla realtà economica del Paese.” Il segretario della Fensir ricorda infatti come l’inflazione reale abbia raggiunto il 17%, mentre gli aumenti previsti dal contratto si fermano a un modesto 6%, lasciando di fatto inalterato (se non peggiorato) il potere d’acquisto dei lavoratori della scuola.

I docenti restano una categoria povera – continua – nonostante si tratti di una professione che richiede alta qualificazione, responsabilità, aggiornamento continuo. E lo stesso vale per il personale ATA, spesso dimenticato nei ragionamenti politici.”

Buoni pasto: serve una svolta, anche per la formazione

Accanto alla questione salariale, Favilla lancia una proposta concreta: monetizzare i buoni pasto trasformandoli in una voce accessoria non tassata, inserita direttamente in busta paga. “Oggi il personale scolastico non beneficia di un diritto basilare come quello al buono pasto – sottolinea – ma esistono modalità innovative che potrebbero cambiare la situazione.”

L’idea è quella di creare un “borsellino elettronico” o una card dedicata, che consenta al personale di utilizzare questa voce accessoria non solo per la consumazione dei pasti, ma anche per la formazione professionale, spesso totalmente a carico dei lavoratori. “Un assegno accessorio così anche per la formazione, erogato mensilmente per 12 mensilità, potrebbe ammontare a circa 300 euro al mese. Una cifra che, seppur vincolata nell’utilizzo, garantirebbe maggiore libertà e dignità al personale”.

“Bisogna studiare le modalità,” conclude Favilla, “ma l’idea di un buono flessibile, spendibile in maniera libera e tracciata, sarebbe una risposta concreta a bisogni reali: alimentazione, benessere, aggiornamento professionale.”

Il tempo delle promesse è finito

Il contratto scuola 2022-2024 rischia di diventare l’ennesima occasione mancata, con aumenti che non colmano il divario accumulato negli ultimi anni e senza misure innovative capaci di incidere sul benessere e sulla motivazione del personale. La proposta della Fensir sui buoni pasto e sulla formazione rappresenta un esempio di come si possa pensare in modo moderno e flessibile e possibile.

Per molti lavoratori della scuola, più che un rinnovo, questo sembra solo un compromesso al ribasso. E il rischio è che, in assenza di interventi strutturali, anche questo contratto finisca per generare più disillusione che soddisfazione.

Personale ATA: a marzo emergono criticità sulle retribuzioni. Favilla (FeNSIR): “Vittime dei calcoli ragionieristici dello Stato”

Apprendiamo dal sito Tuttolavoro24 che, a partire dal mese di marzo 2025, emergono nuove e rilevanti criticità che riguardano il personale ATA delle scuole italiane. Nonostante le promesse legate al rinnovo contrattuale e alla riforma dell’ordinamento professionale, i benefici economici per questa categoria rimangono deboli, se non addirittura inesistenti.

La riforma del sistema ATA: più struttura, meno sostanza

Con l’entrata in vigore del nuovo ordinamento ATA dal 1° maggio 2024, il personale è stato suddiviso in quattro aree professionali (Collaboratori, Operatori, Assistenti e Funzionari), con l’obiettivo dichiarato di valorizzare le competenze e differenziare meglio i ruoli. Tuttavia, come riportato da Tuttolavoro24, i compensi annuali lordi risultano praticamente invariati rispetto al precedente sistema, rendendo evidente che non si è trattato di una vera riforma retributiva, ma piuttosto di una riorganizzazione formale senza impatti concreti sugli stipendi.

Una perdita reale di potere d’acquisto

Il sito sottolinea inoltre che, tra il 2022 e il 2024, l’inflazione ha eroso pesantemente il potere d’acquisto del personale scolastico. Gli aumenti previsti nel triennio sono stimati attorno al 6%, a fronte di un’inflazione complessiva che ha superato il 17% nel medesimo arco di tempo. Anche l’anticipo contrattuale in busta paga da gennaio 2025 si dimostra insufficiente a colmare questo divario.

Errori nei cedolini e complicazioni burocratiche

Sempre a marzo, molti dipendenti ATA hanno segnalato errori nei cedolini NoiPA, che hanno generato situazioni paradossali: in alcuni casi, i lavoratori si sono ritrovati con un debito da restituire di oltre 700 euro e, contemporaneamente, un credito simile, con le operazioni di recupero e accredito concentrate nel mese di marzo. Una gestione che ha aumentato il senso di incertezza e disorganizzazione tra il personale.

Favilla (FeNSIR): “Colpiti i più deboli del sistema scolastico”

A intervenire con forza è Giuseppe Favilla, Segretario Generale della FeNSIR, che denuncia una situazione ormai insostenibile:

“Non è la prima volta che il personale della scuola risulta essere vittima dei calcoli ragionieristici della Ragioneria dello Stato. Questa volta ad essere colpito è il personale ATA e la loro retribuzione, la più bassa di tutta la pubblica amministrazione.”

Favilla sottolinea come la politica economica continui a sacrificare proprio i lavoratori più fragili, quelli che ogni giorno garantiscono il funzionamento delle scuole, spesso in silenzio e con grande professionalità.

Serve un cambio di rotta Alla luce di queste criticità, diventa urgente un intervento strutturale che non si limiti a meri giochi di bilancio, ma che riconosca davvero il valore del personale ATA. È necessario un impegno concreto per garantire aumenti salariali reali, certezze contrattuali e una riforma che non sia solo sulla carta, ma nella vita quotidiana dei lavoratori della scuola.

Concorso Docenti PNRR 2: nuove regole, vecchie polemiche. La Fensir: “Modalità inadeguata, penalizzati docenti esperti”

Sta facendo discutere la nuova tornata del Concorso Docenti legato al PNRR, lanciata con l’obiettivo di reclutare migliaia di insegnanti nella scuola pubblica italiana. Se da un lato il Ministero dell’Istruzione e del Merito punta a snellire e velocizzare le assunzioni, dall’altro cresce il malcontento tra i sindacati per le modalità ritenute troppo selettive e penalizzanti, soprattutto per i docenti con anni di esperienza alle spalle.

A far discutere, in particolare, è il meccanismo che regola l’accesso alla prova orale. Sebbene il bando preveda il superamento di un punteggio minimo (70/100) nella prova scritta, l’accesso alla fase successiva non è garantito: passeranno infatti solo i candidati che rientreranno nel triplo dei posti disponibili. Tradotto: se per una classe di concorso ci sono 100 posti, andranno avanti solo i 300 candidati con i punteggi più alti. Anche chi ha ottenuto il minimo richiesto, ma si colloca al di sotto di quella soglia, resterà escluso.

Una scelta che ha scatenato la reazione della Fensir, la Federazione dei Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca, che definisce la modalità “del tutto inadeguata”.

“Se abbiamo 100 posti e verranno ammessi tre volte tanto i candidati con i voti migliori, vuol dire che se ci saranno 300 candidati e il voto più basso dei 300 è 80, chi ha ottenuto 70 – che è il minimo – non potrà accedere alla prova orale, così come è sempre accaduto nella storia dei concorsi”, spiega il segretario generale della Fensir, Giuseppe Favilla.

Favilla punta il dito contro un cambiamento che rischia di tagliare fuori centinaia di candidati, anche tra quelli con lunga esperienza nelle scuole italiane, colpevoli solo di non aver performato in un test a risposta multipla.

“Un test casuale può scaraventare in fondo alla graduatoria personale docente impegnato da anni nella scuola, impedendogli di accedere alla prova orale dove potrebbero finalmente dimostrare le proprie competenze”, aggiunge il segretario.

Il malcontento sindacale non è nuovo. Già nei mesi scorsi la Fensir aveva sostenuto la protesta degli idonei dei precedenti concorsi PNRR, chiedendo maggiore trasparenza, pubblicazione delle graduatorie complete e riconoscimento dell’idoneità anche per chi, pur non rientrando nei posti banditi, aveva superato tutte le prove.

Con la nuova tornata di concorsi in pieno svolgimento, il timore di molti è che si vada verso una selezione troppo rigida, che rischia di sacrificare merito e competenze reali sull’altare di un quiz.

Nel frattempo, il Ministero difende le proprie scelte in nome dell’efficienza. Ma la tensione resta alta. E con essa, la sensazione che ancora una volta a pagare il prezzo più alto siano i docenti e, di riflesso, la scuola.

Scuola e giustizia: i ricorsi contro il MIM come strumento per il riconoscimento dei diritti negati

Negli ultimi anni, il mondo della scuola ha assistito a un crescente numero di ricorsi contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM). La stratificazione di dottrine giuridiche, spesso favorevoli a una parte del personale docente e sfavorevoli ad un’altra nonostante la parità di condizioni lavorative, ha reso necessaria un’azione legale diffusa per il riconoscimento dei diritti negati.

Il Segretario Generale della Fensir, Giuseppe Favilla, ha evidenziato come questa situazione stia creando enormi difficoltà amministrative: “Lo stratificarsi di dottrine favorevoli ad alcuni e contrari ad altri a parità di lavoro sta creando non poche difficoltà all’Amministrazione. Il filone non sembra però fermarsi. Ricordiamo il ricorso contro i reiterati contratti a termine. Milioni di euro sono stati già liquidati ai ricorrenti, ma il MIM si ostina a non risolvere in modo strutturale il problema”.

Il problema dei contratti a termine

Uno dei principali motivi di ricorso riguarda l’abuso dei contratti a tempo determinato. Molti docenti si trovano a subire una precarietà lavorativa che si protrae per anni, contravvenendo a quanto stabilito dalla normativa europea e nazionale in materia di lavoro. La giurisprudenza ha più volte riconosciuto l’illegittimità della reiterazione dei contratti a termine, obbligando il Ministero a risarcire i lavoratori danneggiati. Tuttavia, nonostante le ingenti somme già liquidate, il problema rimane irrisolto, costringendo migliaia di docenti a intraprendere la via legale per ottenere stabilizzazione e tutele adeguate.

Gli altri filoni di ricorso

Oltre ai contratti a termine, altri filoni di contenzioso giuridico stanno emergendo con forza:

  • Scatti stipendiali e ricostruzione di carriera: il mancato riconoscimento del servizio pre-ruolo ai fini della progressione economica ha portato numerosi docenti a ricorrere per ottenere il giusto inquadramento e il relativo adeguamento stipendiale. Questa disparità di trattamento tra docenti di ruolo e coloro che hanno maturato anni di esperienza prima della stabilizzazione ha generato una serie di ricorsi con esiti favorevoli. I ritardi stessi dell’Istituzione Scolastica nell’inquadrare correttamente il docente ha creato situazioni di disparità censurati dal giudice di primo grado.
  • Mobilità e assegnazioni provvisorie: le norme sulle assegnazioni territoriali sono spesso rigide e, in alcuni casi, discriminatorie. Molti insegnanti si trovano bloccati in sedi lontane dalla propria residenza senza la possibilità di ricongiungersi con la famiglia. I ricorsi in questo ambito mirano a garantire maggiore equità e rispetto delle esigenze personali e familiari, nonostante le ultime modifiche contrattuali, il problema rimane.
  • Immissioni in ruolo e graduatorie: le politiche ministeriali spesso penalizzano alcuni gruppi di docenti a favore di altri, creando situazioni di disparità nei percorsi di stabilizzazione. Molti ricorsi mirano a correggere queste ingiustizie, chiedendo il pieno rispetto dei criteri meritocratici e delle norme vigenti.
  • Mancato riconoscimento del servizio militare o servizio civile alla pari del servizio attivo a scuola (12 punti per i docenti e 6 punti per il personale ATA)

Perché ricorrere?

Di fronte all’inerzia ministeriale, i ricorsi rappresentano oggi uno dei pochi strumenti efficaci per ottenere il riconoscimento di diritti negati. La giurisprudenza recente ha dimostrato che, nella maggior parte dei casi, i docenti ottengono un esito favorevole, con risarcimenti economici e riconoscimenti di carriera. I tribunali amministrativi e del lavoro hanno più volte censurato la condotta del Ministero, riconoscendo ai docenti diritti che l’Amministrazione continua a negare.

Inoltre, la consapevolezza dei propri diritti e la volontà di farli valere rappresentano una forma di tutela collettiva che potrebbe portare a un cambiamento strutturale. Se sempre più insegnanti ricorressero alla giustizia per ottenere il rispetto delle normative, il MIM sarebbe costretto a rivedere le proprie politiche e ad adottare misure più eque e sostenibili.

Il peso economico dei ricorsi sul Ministero

Il continuo contenzioso legale sta avendo un impatto significativo sulle casse del Ministero. Ogni anno, milioni di euro vengono destinati al pagamento di risarcimenti e arretrati, risorse che potrebbero essere investite per migliorare la qualità dell’istruzione e la stabilizzazione dei docenti. Tuttavia, il MIM continua a perseverare in politiche inefficaci, alimentando il numero di cause legali anziché affrontare il problema alla radice.

L’assenza di soluzioni definitive da parte del MIM lascia aperta la strada ai ricorsi, che continuano a rappresentare l’unico strumento concreto per i lavoratori della scuola che vogliono vedere riconosciuti i propri diritti. La questione non può essere ignorata: è necessario un cambio di rotta da parte dell’Amministrazione, affinché le tutele non siano solo il frutto di una battaglia legale, ma un diritto garantito a tutti i docenti. La speranza è che il Ministero abbandoni la strategia dell’inerzia e affronti finalmente le criticità strutturali con provvedimenti chiari, equi e rispettosi delle professionalità che ogni giorno garantiscono il funzionamento della scuola pubblica.

AL VIA LA VI EDIZIONE DEL CORSO ABILITANTE 30 CFU – ART. 13 DPCM 4 AGOSTO 2023

📍 Università eCampus – Iscrizioni aperte dal 22 marzo al 27 aprile 2025

Hai già un’abilitazione o una specializzazione sul sostegno e desideri ampliare le tue opportunità professionali nella scuola pubblica?
👉 La VI Edizione del percorso abilitante da 30 CFU è la tua occasione per abilitarti su una nuova classe di concorso o su un altro grado di istruzione, in conformità all’art. 13 del DPCM del 4 agosto 2023.


NOVITÀ: NUOVE CLASSI DI CONCORSO ACCREDITATE!

A seguito del D.M. 270 del 19 marzo 2025, l’Università eCampus ha ottenuto l’accreditamento di nuove classi di concorso.
Ora potrai iscriverti anche per le seguenti discipline:

Discipline scientifiche e tecnologiche:

  • A020 – Fisica
  • A037 – Scienze e tecnologie delle costruzioni
  • A042 – Scienze e tecnologie meccaniche
  • A050 – Scienze naturali, chimiche e biologiche
  • A060 – Tecnologia (scuola secondaria I grado)

Lingue straniere:

  • AA24 / AB24 / AC24 – Lingua e cultura straniera (francese, inglese, spagnolo – scuola secondaria II grado)
  • AA25 / AB25 / AC25 – Lingua straniera nella scuola secondaria di I grado

Laboratori e ambiti tecnici:

  • B003 – Laboratori di fisica
  • B014 – Scienze e tecnologie delle costruzioni
  • B017 – Scienze e tecnologie meccaniche
  • B019 – Servizi di ricettività alberghiera
  • B022 – Tecnologie e tecniche delle comunicazioni multimediali

🔗 Scarica subito il modulo aggiornato di scelta classe allegato al bando.


👩‍🏫 A CHI È RIVOLTO IL CORSO

Il percorso abilitante 30 CFU è RISERVATO a:

✔️ Docenti già abilitati su una classe di concorso, che vogliono conseguirne un’altra
✔️ Docenti abilitati su altro grado di scuola (es. dalla primaria alla secondaria)
✔️ Docenti specializzati sul sostegno, che vogliono ottenere l’abilitazione su una classe curricolare

📌 Il possesso dei titoli e dei requisiti deve essere verificabile al momento dell’iscrizione.


📚 STRUTTURA DEL CORSO

  • 30 CFU sulle metodologie e tecnologie didattiche specifiche per la classe scelta
  • Lezioni sincrone online (in diretta) in aula virtuale nei weekend
  • Frequenza obbligatoria minima del 70% per ogni attività formativa
  • Esame finale in presenza con commissione composta da:
    • 2 docenti eCampus
    • 1 rappresentante USR
    • 1 esperto esterno
  • La prova consiste in:
    • Una parte scritta
    • Una lezione simulata (max 45 minuti)

🧩 COMPATIBILITÀ CON ALTRI PERCORSI FORMATIVI

✔️ È possibile frequentare contemporaneamente il corso 30 CFU art. 13 e il IX ciclo TFA Sostegno, se compatibili per calendario e frequenza.
Non è possibile iscriversi al corso 30 CFU art. 13 se si è contemporaneamente iscritti a corsi singoli utili all’integrazione della classe di concorso.
⚠️ Il corso non può essere frequentato insieme a un altro percorso a frequenza obbligatoria (es. Master con obbligo di presenza).


💸 COSTI E PAGAMENTI

  • 2.000 (contributo corso – da inserire sulla copia commissione)
  • 16 (marca da bollo)
  • 150 (diritti per la prova finale – da pagare separatamente prima dell’esame)

📄 Il modulo di domanda deve essere compilata con cura, includendo l’autodichiarazione dei requisiti per questo saremo noi a fornirti la modulistica necessaria


❗️IMPORTANTE PER I VINCITORI DEL CONCORSO (D.M. 106/2024)

Chi ha superato il concorso da non abilitato e oggi è docente di ruolo con almeno 3 anni di servizio, dovrà acquisire 30 CFU/CFA entro il 30 giugno 2025, ma NON tramite il corso art. 13.


📆 ISCRIZIONI APERTE DAL 22 MARZO AL 27 APRILE 2025

👉 Posti limitati. Non perdere l’occasione di abilitarti su una nuova classe di concorso!

📎 Scarica ora il bando completo e il modulo di scelta classe aggiornato.

📞 Hai dubbi o ti serve supporto per l’iscrizione? Contattaci al 3292296336! Oppure scrivi a segreteria@formazione.fensir.it
Siamo a tua disposizione per chiarimenti, assistenza nella compilazione dei moduli e verifica dei requisiti.

Fensir: Il Sindacato che Protegge e Supporta i Professionisti dell’Istruzione

Nel complesso mondo dell’istruzione, docenti, personale ATA e dirigenti scolastici hanno bisogno di un punto di riferimento affidabile, serio e competente per affrontare le sfide quotidiane della loro professione. La Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca (Fensir) si distingue per la sua missione chiara e concreta: offrire supporto sindacale e consulenza personalizzata in modo completamente gratuito per gli iscritti, con l’obiettivo di garantire equità, sicurezza e valorizzazione del lavoro degli operatori scolastici.

Un Supporto Completo e Gratuito per il Mondo della Scuola

Fensir non è un semplice sindacato, ma un vero e proprio alleato per chi opera nel settore dell’istruzione. Grazie alla competenza e serietà del suo team, offre una vasta gamma di servizi, assicurando un supporto costante e concreto in ogni fase della carriera scolastica.

Ecco alcuni dei principali servizi offerti gratuitamente agli iscritti:

  • CAF & Patronato: Assistenza fiscale con compilazione gratuita del modello 730 per gli iscritti e i loro congiunti, con un costo minimo di soli 15€ per i familiari.
  • Consulenza legale e supporto sindacale: Un team di esperti garantisce assistenza su questioni legali, lavorative e contrattuali.
  • Supporto nella compilazione delle graduatorie: Aiuto nella redazione e verifica di graduatorie interne, d’istituto, provinciali, 24 mesi e di terza fascia.
  • Supporto per il personale ATA e docente: Servizi di orientamento, tutela e assistenza specifica per ogni categoria.
  • Compilazione delle domande concorsuali: Guida e verifica delle domande per concorsi e selezioni nel settore educativo.
  • Valutazione dei piani di studio per l’accesso alle classi di concorso: Consulenza sulla corretta individuazione delle classi di concorso più adatte ai titoli posseduti.
  • Valutazione dei titoli di accesso alle classi di concorso e della formazione universitaria: Grazie alla collaborazione con il Polo Studio Unifensir.it, Fensir offre un servizio di analisi e orientamento sui titoli di studio e i percorsi universitari più idonei per l’insegnamento e la carriera scolastica.
  • Assistenza nella mobilità professionale: Consulenza per la presentazione delle domande di trasferimento e miglioramento della carriera.
  • Verifica delle ricostruzioni di carriera e degli scatti stipendiali: Controllo dettagliato delle progressioni economiche e dei riconoscimenti acquisiti.
  • Ricorsi a tutela della professione: Assistenza nella preparazione e presentazione di ricorsi amministrativi e giuridici.
  • Formazione e aggiornamento professionale: Corsi di aggiornamento e preparazione ai concorsi per migliorare le competenze e aumentare le opportunità di crescita.
  • Copertura assicurativa per responsabilità civile e infortuni: Una tutela extra per lavorare con maggiore sicurezza.

Serietà e Responsabilità: Un Impegno Concreto per la Tutela del Lavoro

Fensir si distingue per la sua responsabilità e trasparenza. Ogni servizio è erogato con la massima serietà, garantendo risposte precise e puntuali alle esigenze dei lavoratori del comparto scuola. L’obiettivo non è solo fornire assistenza, ma anche offrire soluzioni efficaci e immediate, evitando lungaggini burocratiche e incertezze.

Il sindacato si impegna ad accompagnare ogni iscritto in un percorso di crescita professionale e di tutela dei propri diritti, senza costi aggiuntivi e con la garanzia di una consulenza professionale affidabile e attenta.

Un Servizio Vicino a Te, Ovunque Ti Trovi

Grazie all’evoluzione digitale e all’attenzione per la comodità degli iscritti, Fensir offre assistenza anche a distanza, garantendo la stessa qualità e tempestività delle consulenze in presenza.

Unisciti a Fensir e scopri tutti i vantaggi di un supporto professionale e gratuito, pensato per valorizzare il tuo ruolo nel mondo dell’istruzione!

📞 Numero Verde Gratuito: 800 820 776
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Scuole innovative: la proposta di un “college linguistico” all’inglese di Giuseppe Favilla (Fensir)

Valorizzare il personale educativo e ripensare gli spazi: un modello possibile per l’Italia

In un sistema scolastico sempre più sotto pressione, tra cambiamenti normativi, carenze strutturali e nuove esigenze formative, emerge con forza la necessità di ripensare radicalmente il modo in cui si fa scuola in Italia. A lanciare una proposta concreta in questa direzione è Giuseppe Favilla, segretario nazionale della Fensir (Federazione Nuovi Sindacati Istruzione e Ricerca), con l’idea di creare un vero e proprio “college linguistico” ispirato al modello anglosassone, una struttura moderna, innovativa e altamente specializzata nello studio delle lingue.

Secondo Favilla, è tempo di uscire dalla logica della scuola generalista per abbracciare un modello tematico, immersivo e progettuale, capace di dare centralità all’apprendimento linguistico e, soprattutto, di valorizzare il personale educativo, una risorsa spesso dimenticata ma fondamentale nell’accompagnare lo studente non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano e relazionale.

“Il personale educativo è oggi quasi invisibile nel dibattito scolastico – spiega Favilla – eppure è una figura chiave nel supporto alla didattica, nella mediazione, nell’inclusione e nella costruzione di un ambiente scolastico sano e motivante. Un college linguistico può essere lo spazio in cui queste competenze trovano finalmente riconoscimento e valorizzazione.”

Una struttura unica, moderna e funzionale

Il progetto di “college linguistico” non si limita alla dimensione didattica: richiede una nuova visione anche in termini di spazi, architetture e organizzazione. Favilla sottolinea la necessità di una struttura unica, moderna, funzionale e coerente con gli obiettivi formativi, dotata di aule multimediali, laboratori linguistici, ambienti di apprendimento flessibili, residenze per ospiti stranieri, e spazi comuni pensati per favorire la vita scolastica e l’interazione multiculturale.

In quest’ottica, la Provincia di Bergamo e l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia potrebbero giocare un ruolo fondamentale, promuovendo, insieme al mondo scolastico, un nuovo modello edilizio e organizzativo. Il tutto con l’obiettivo di far nascere non solo una nuova scuola, ma un polo linguistico e culturale di riferimento a livello nazionale.

Il Liceo Linguistico “Falcone” di Bergamo come proposta concreta

All’interno di questa visione, il Liceo Linguistico “Giovanni Falcone” di Bergamo rappresenta una realtà che potrebbe  raccogliere la sfida. Con un’offerta formativa che spazia dalle lingue europee alle lingue orientali (arabo, cinese, giapponese, coreano e russo), il liceo si configura come candidato naturale per sperimentare il modello di college linguistico.

La proposta prevede un ripensamento complessivo dell’istituto, degli spazi e dell’organizzazione, in collaborazione con la Provincia e l’USR Lombardia. L’obiettivo non è solo migliorare l’insegnamento linguistico già altamente qualificato, ma costruire un ambiente educativo capace di rispondere alle esigenze formative di una generazione sempre più globale, offrendo strumenti linguistici, culturali e metodologici all’altezza del mondo che cambia.

“Non stiamo parlando di un sogno irrealizzabile – sottolinea Favilla – ma di una risorsa concreta, non solo strutturale, ma culturale. Un investimento che arricchirebbe non solo la scuola, ma l’intero territorio, e darebbe un segnale forte di visione e progettualità nel campo dell’istruzione.”

Una scuola che guarda al futuro

La proposta del college linguistico, con la sperimentazione a Bergamo, si candida così a diventare un modello di scuola nuova, che unisce eccellenza linguistica, valorizzazione del personale, progettualità educativa e apertura internazionale. Un’idea che potrebbe segnare un punto di svolta per l’intero sistema scolastico italiano, dimostrando che innovare è possibile, se si ha il coraggio di immaginare, collaborare e costruire.

QUESTION TIME: IL SADOC RISPONDE SU MOBILITA’ E ABILITAZIONI

Al via un nuovo spazio di confronto per i docenti sui canali social del sindacato SADOC

Parte una nuova iniziativa firmata SADOC – il Sindacato Autonomo dei Docenti di ruolo e Precari, federato FENSIR – pensata per offrire risposte chiare e puntuali alle domande più frequenti del mondo scolastico: nasce “Question Time: Il SADOC risponde”, un appuntamento fisso ogni due settimane, trasmesso sui canali social del sindacato nel tardo pomeriggio, in fascia pre-serale, per consentire la partecipazione anche dopo l’orario scolastico. Il primo incontro si svolgerà sabato 22 marzo alle ore 16:00. Puoi seguire l’evento dal sito www.sadoc.it e www.fensir.it.

Un nuovo spazio per fare chiarezza

“Question Time” sarà un momento diretto di ascolto e confronto, dedicato a docenti di ruolo, supplenti, aspiranti insegnanti e personale della scuola che vogliono orientarsi tra norme, scadenze e cambiamenti del mondo dell’istruzione. Ogni appuntamento affronterà un tema specifico, con la possibilità per gli utenti di inviare le proprie domande in anticipo o intervenire in diretta.

Prima puntata: mobilità e abilitazioni

Il primo appuntamento sarà interamente dedicato a due questioni centrali per la vita lavorativa dei docenti:

  • Mobilità dei docenti di ruolo: chiarimenti sui vincoli, le tempistiche, le possibilità di trasferimento interprovinciale e le novità introdotte nell’ultimo contratto.
  • Nuovi percorsi abilitanti: focus sui percorsi da 30, 36 e 60 CFU previsti dal nuovo sistema di formazione iniziale e accesso al ruolo, rivolti in particolare ai docenti precari e ai laureati che intendono accedere al concorso.

Una voce affidabile al fianco dei docenti

Con questa iniziativa, il SADOC conferma il proprio impegno concreto nel fornire informazione, supporto sindacale e aggiornamento costante ai lavoratori della scuola. L’obiettivo è rendere accessibili e comprensibili le normative, evitando confusione e false interpretazioni.

I video resteranno disponibili anche in differita, così da permettere la visione anche a chi non potrà partecipare in diretta. Inoltre, a seguito di ogni incontro sarà pubblicata una sintesi con le risposte principali e i materiali utili.


📌 Appuntamento da non perdere
🔹 Prima puntata di “Question Time: Il SADOC risponde”
📅 sabato 22 marzo
🕠 ore 16:00
📍 Sui canali social ufficiali SADOC – Facebook e YouTube Fensir Sindacato


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👉 Per inviare la tua domanda o suggerire temi da trattare, scrivici sui nostri social o all’indirizzo email: docenti@sadoc.it.

Fensir denuncia ritardi nell’erogazione della Carta del Docente: “Inaccettabile l’inadempienza del Ministero”

Il Sindacato Fensir lancia l’allarme sui ritardi nell’erogazione della Carta del Docente, nonostante centinaia di sentenze favorevoli ottenute. Molti insegnanti attendono da oltre un anno l’accredito del bonus spettante, nonostante la notifica delle decisioni all’Amministrazione, in particolare agli Uffici Scolastici Regionali (USR) e al Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM).

Sentenze favorevoli, ma liquidazioni ferme

La Carta del Docente, istituita dalla legge 107/2015, garantisce un bonus annuale di 500 euro per la formazione e l’aggiornamento dei docenti di ruolo. Tuttavia, varie pronunce giudiziarie, tra cui quella del Consiglio di Stato n. 1842/2022, hanno stabilito che anche i docenti precari hanno diritto a questo beneficio. Nonostante ciò, le richieste continuano a rimanere inevase, generando una situazione di stallo che penalizza centinaia di lavoratori della scuola.

Il Ministero non adempie, aumentano i costi per l’Amministrazione

Secondo la Fensir, i ritardi nell’erogazione sarebbero legati a difficoltà burocratiche e all’assenza di un’efficace programmazione da parte del Ministero. In alcune realtà si sta già procedendo con ricorsi di ottemperanza per obbligare l’Amministrazione a rispettare le sentenze. Questi procedimenti, oltre a prolungare i tempi, stanno facendo lievitare i costi per lo Stato, che si trova costretto a risarcire anche le spese legali per l’inadempienza.

Favilla (Fensir): “Serve rispetto per la giustizia e i docenti”

Il Segretario Generale del Fensir, Giuseppe Favilla, esprime forte preoccupazione per la situazione:
“Siamo di fronte all’ennesima mancanza di attenzione verso la giustizia e verso chi ha ottenuto un diritto. È impensabile che, dopo 12 o 18 mesi dalla sentenza, il Ministero non abbia ancora adempiuto a quanto stabilito dal giudice.”

Il sindacato ribadisce la necessità di un intervento immediato affinché i docenti possano ricevere quanto loro spetta, evitando ulteriori contenziosi che appesantiscono il sistema giudiziario e i bilanci pubblici.

Fensir: “Serve una riforma strutturale e per tutti i docenti: la formazione è per tutti, senza limite temporale dei contratti”

Oltre alla richiesta di immediata esecuzione delle sentenze, il Fensir sottolinea la necessità di una riforma che garantisca l’accesso alla Carta del Docente a tutti gli insegnanti, senza discriminazioni tra personale di ruolo e precario, al 31 agosto, 30 giugno o supplenti. Solo così si potrà assicurare pari opportunità di formazione per l’intero corpo docente e la possibilità, per alcuni di potersi maggiormente specializzarsi a beneficio delle future generazioni.

Il sindacato invita il Ministero a rispettare le decisioni giudiziarie e a trovare una soluzione tempestiva per evitare un’escalation di ricorsi, che comporterebbe un’ulteriore perdita di tempo e di risorse pubbliche.

Proposta per un Reclutamento Scolastico più Stabile e Flessibile

Il precariato nel settore dell’istruzione rappresenta una delle principali problematiche del sistema scolastico italiano. Da anni, il mondo della scuola si confronta con la difficoltà di garantire continuità didattica, stabilità lavorativa per gli insegnanti e un’organizzazione efficace delle risorse umane. Le nuove forme di reclutamento e le politiche di gestione del personale possono rappresentare un punto di svolta, ma richiedono interventi mirati e flessibili.

Secondo il Segretario Generale della FeNSIR, Giuseppe Favilla, “il precariato nella scuola è una realtà che durerà a lungo e se non si adotteranno delle modalità flessibili ed efficaci, tenderà ad aumentare soprattutto a causa della natalità e conseguente calo dell’organico di diritto”.

Questo fenomeno, infatti, è legato non solo a dinamiche di turnover e pensionamento, ma anche alle variazioni demografiche che incidono sul numero degli studenti e, di conseguenza, sulle esigenze di personale docente.

La Legge 107/2015 ha introdotto l’organico dell’autonomia, comprendente posti comuni, di sostegno e di potenziamento, con l’obiettivo di soddisfare le esigenze didattiche, organizzative e progettuali delle istituzioni scolastiche. Tuttavia, col tempo, è emersa la necessità di rafforzare questo organico potenziato, estendendolo a tutte le discipline e adattandolo al fabbisogno specifico di ciascuna scuola. Questo permetterebbe di garantire una risposta più efficace alle necessità degli studenti, assicurando un profilo culturale in uscita che si differenzi nei diversi gradi di istruzione e formazione.

Un punto cruciale riguarda la distinzione tra organico di diritto e organico di fatto. L’organico di diritto viene stabilito annualmente in base alle previsioni sul numero di classi e alunni, mentre l’organico di fatto viene determinato in un secondo momento, tenendo conto delle variazioni effettive nelle iscrizioni e nelle esigenze didattiche. Questa distinzione, spesso causa di incertezza contrattuale per molti docenti, potrebbe essere ripensata per ridurre la precarietà e migliorare la stabilità del personale.

Per garantire la continuità didattica, è necessario un approccio che non si basi su imposizioni rigide, ma su politiche scolastiche in grado di prevenire abusi e rigidità eccessive nel sistema di reclutamento. La valorizzazione del personale docente deve essere un obiettivo prioritario, attraverso misure che consentano una maggiore programmazione e una migliore gestione delle risorse umane nelle scuole.

In questo contesto, il ruolo del Dirigente Scolastico diventa centrale. Un leader scolastico efficace non si limita alla gestione burocratica dell’istituto, ma deve essere in grado di valorizzare il team docente e stimolarlo attivamente nella partecipazione alla vita della scuola. Un dirigente che sappia fornire ai docenti non solo una vision chiara del progetto educativo, ma che sia in grado di indicare la strada giusta per realizzare una mission condivisa, diventa un elemento chiave per il successo dell’intera comunità scolastica.

“Un dirigente capace di ispirare il corpo docente e di creare un ambiente di lavoro stimolante e produttivo può fare la differenza nella qualità dell’istruzione offerta agli studenti”, conclude Favilla. “Solo attraverso una gestione oculata delle risorse umane, un potenziamento dell’organico adeguato alle esigenze della scuola e politiche scolastiche flessibili e lungimiranti, sarà possibile garantire un sistema educativo stabile ed efficace”.

Affrontare il precariato nel settore dell’istruzione richiede un approccio integrato che preveda il rafforzamento dell’organico potenziato, una revisione delle modalità di reclutamento e una leadership scolastica più attenta alla valorizzazione del personale docente. Solo attraverso queste azioni sarà possibile garantire una scuola di qualità, capace di rispondere alle sfide educative del futuro.